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Festival di San Remo: “Possibile che tante menti offuscate girino indisturbate a far domande cretine?”

Rubriche/di Piero D’Errico

OHIME’ !!!

Seguo il festival di Sanremo da sempre, e da sempre lo aspetto come aspetto la Pasqua, il Natale o di sicuro più di quanto aspetto il giorno del mio compleanno.

Nella giornata della lotta contro il cancro deve vederci tutti impegnati a sostenere la ricerca.

Rubriche/ Prof. Luigi Mangia

Nella giornata internazionale della lotta contro il tumore, per tutti diventa una giornata di impegno e soprattutto di sostegno nella ricerca contro questa terribile malattia, che non fa più paura, che é stata sconfitta, ma ancora non é stata debellata.

Galatina/Convegno su Craxi al Cavallino Bianco: un tuffo nella storia e nei ricordi.

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Ho partecipato in un misto di orgoglio e nostalgia, al convegno  in ricordo di Bettino CRAXI che si è tenuto il 25 gennaio scorso  al CAVALLINO BIANCO di Galatina.

Liberare Cecilia Sala dalla dalla barbarica prigione a Teheran in Iran e farla ritornare libera nel suo paese.

Rubriche/di Prof. Luigi Mangia


Cecilia Sala non ha commesso nessun reato per essere rinchiusa in un carcere di sicurezza a Teheran nella prigione di “Adin” nel reparto “209”, dove sono rinchiuse le donne che si sono battute contro il regime Teocratico per rivendicare la loro libertà.

L’accusa contro la giovane giornalista è stata quella di aver mancato di rispettare le leggi islamiche: accuse infondate e generiche. Il suo viaggio in Iran infatti preventivamente, e con accortezza, la giornalista aveva concordato la lista delle persone da intervistare con i rispettivi nomi e cognomi, le domande da fare e le finalità del suo progetto culturale di informazione dei movimenti iraniani.

La polizia “morale” ha sequestrato Cecilia Sala solo per fare un uso politico di ricatto verso l’Italia al fine di tutelare l’ingegnere Mohammad Abedini esperto di tecnologia militare, di costruzione di droni, ora in carcere a Milano, a cui sono stati negati gli arresti domiciliari. Cecilia Sala è rinchiusa barbaramente in una piccola cella stretta e fredda, con due sole coperte, una per coprirsi e l’altra come materasso senza cuscino. La cella è chiusa, senza finestre, illuminata 24 ore con una luce bianca nota come tortura bianca per impedire il sonno.

A Cecilia sono stati tolti anche gli occhiali da vista e il cibo le viene fatto passare dalla fessura della porta per impedire di vedere le persone. La giovane cecilia è una povera donna sepolta viva da usare come riscatto politico verso il governo Italiano e in disprezzo del diritto internazionale. Cecilia Sala fa e preferisce il giornalismo social, è molto brava nel realizzare Podcast, quel giornalismo che interroga e fa parlare le persone. Dalla loro voce infatti conosciamo la storia, le abitudini, gli usi e i costumi dei luoghi soprattutto le relazioni dei corpi e la vita di comunità.

Il sequestro della giovane giornalista Cecilia, vuole essere la guerra la guerra Islamica contro quella forma di giornalismo di inchiesta che usa la voce, fa parlare i corpi, illustra i comportamenti di liberazione dai pregiudizi della religione e soprattutto l’avversione alla dittatura di liberare che individua nelle donne il nemico da sopprimere e da annullare. Cecilia sala con il suo sequestro dimostra il disprezzo del diritto internazionale di tutte le dittature che con la violenza della guerra pensano di governare e avere il dominio dei loro paesi. Tutti dobbiamo sentirci impegnati per liberare Cecilia Sala e soprattutto per non subire la barbaria e la prepotenza della repubblica Islamica di Teheran e liberare le donne alle quali viene negato il diritto di studiare, di leggere il corano ad alta voce, di cantare

Quando il corpo delle donne diventa simbolo di lotta per la libertà.

Rubriche/di prof. Luigi Mangia


È una forma nuova, straordinaria, efficace ed incomparabile: quella delle donne quando usano il loro corpo per lotta di liberazione, per la loro libertà contro il potere autoritario, repressivo ed autocratico del governo iraniano.

Sono le giovani donne, lo fanno senza avere paura, consapevoli di finire in carcere, dove subire la violenza e sfidare la condanna a morte. La guerra delle donne non è come quella degli eserciti i quali usano carrarmati, missili, bombe intelligenti, tutti per uccidere, per distruggere intere città; al contrario le donne affermano col proprio corpo il diritto di essere libere, di amare e di studiare, di essere fondamentalmente “donna, vita, libertà”.

Una giovane studentessa è stata fermata dalla polizia ed è stata rimproverata perchè non portava correttamente lo hijab. La risposta della giovane donna è stata quella di liberarsi dei vestiti mantenendo solo quelli intimi. La giovane donna ha avuto la forza di resistere per poi entrare nell’università, farsi notare dagli studenti e i professori, manifestando davanti a loro la sua grande protesta di un grande coraggio e di convinta resistenza contro il potere repressivo di tutte le libertà delle donne di Teheran.

La giovane studentessa è stata arrestata dalla polizia, dalla quale è stata dichiarata una malata di mente. In Iran la lotta di liberazione delle donne sin dall’inizio è stata giudicata come un movimento di donne malate di mente proprio per emarginarle e in particolare per screditare e quindi per reprimere la loro opposizione al potere teocratico che governa l’Iran dal 1979. Prima le donne iraniane infatti erano libere.

Le guerre fatte dall’uomo uccidono, portano morte e distruzione: avvelenano l’aria e distruggono la terra. La lotta fatta dalle donne invece libera la società e accende il futuro, per questo la loro lotta è il nostro avvenire.

Il G7 della disabilità ad Assisi sarà un incontro storico.

Rubriche/di Prof. Luigi Mangia

La disabilità è un grande problema sociale la cui soluzione spetta alla politica. I grandi della terra ad Ottobre ad Assisi si incontrano per condividere l’impegno di promuovere politiche sociali per costruire una società inclusiva.

Scuola: “È bello tornare per ricominciare. E’ triste ritrovarla come lasciata”.

Rubriche/di Prof. Luigi Mangia

È bello tornare, incontrare i compagni e ricominciare un nuovo anno di scuola. È triste però trovare la scuola ferma così come è stata lasciata.

Autonomia differenziata porta indietro le lancette della storia e del diritto.

Rubriche

La  legge dell’autonomia differenziata mette in discussione il principio della solidarietà e porta indietro le lancette della storia del diritto. La legge dell’autonomia differenziata, del ministro Calderoni, approvata dal governo di Giorgia Meloni, è una legge costruita male, contro il diritto ed è semplicemente un puro manifesto elettorale.

Andrea Salvati: “La raccolta di firme per il referendum atto di partecipazione, di cittadinanza attiva e impegno politico-sociale”.

Rubriche/Opinioni

Credo che possa diventare un modo per riflettere su cosa, di fatto, divida l’Italia in questo momento, sul perché alcuni nostri connazionali vorrebbero allontanarsi dall’idea di un paese più unito e giusto, in cui la priorità sia stringersi e camminare verso il futuro.

Pensare Mediterraneo. Agire Meridionale!

Rubriche/di Luigi Mangia



L’autonomia differenziata divide l’Italia e va contro la sua storia.
Molto spesso gli intellettuali del meridione e gli amministratori sono stati giudicati negativamente.

Bisogna respingere al mittente la legge dell’autonomia differenziata. Firmiamo il referendum per la sua abrogazione.

Rubriche/di Luigi Mangia

Il patto politico fra la Lega di Salvini e Fratelli D’itala di Meloni, porta indietro le lancette dell’orologio della storia. Gli stati moderni nati dalle rivoluzioni, americana e francese, sono fondati su 3 pilastri fondamentali: il Welfare, la democrazia, i diritti.

La Lega Nord non aspetta tempo per spaccare l’Italia.

Rubriche/di prof. Luigi Mangia


Il presidente del Veneto Luca Zaia, prima ancora che il governo definisca i LEP, chiede già di avere il trasferimento di bene 9 competenze del trasferimento dei poteri alle regioni così come è stato approvato dalla legge sull’autonomia.

L’Utopia del reale. “Santità faccia liberare l’intelligenza dall’aggettivo artificiale”.

Rubriche/di prof. Luigi Mangia


Borgo Egnazia è un luogo, un angolo di terra dove una vecchia masseria è cambiata: è diventata un resort di lusso, una cartolina della Puglia nel mondo, un luogo di lusso e dei potenti.

Cinquant’anni fa i decreti delegati cambiavano la scuola.

Rubriche/di Prof. Luigi Mangia


Il 31 maggio del 1974, venivano approvati i decreti delegati, che cambiavano la scuola, in particolare cambiava lo stato giuridico degli insegnanti, entravano nella scuola i genitori e cambiava anche l’organizzazione e l’insegnamento didattico.

Hanno fatto l’UE dei banchieri, ora facciamo quella del popolo europeo.

Rubriche/Luigi Mangia

Il 7 maggio ricorre il bicentenario della nona sinfonia di Beethoven. La nona comprende anche l’inno alla gioia che é diventato l’inno europeo. Non poteva essere musica più ricca, più classica, più profonda perché diventasse l’inno d’Europa, il continente di molte civiltà delle grandi culture.

Povero e “presunto” innamorato.

Rubriche/di Piero D’Errico

Dopo quell’ accorato intervento alla Camera, in cui con un ragionamento da onorevole vero, affermava sventolando come prova un cedolino paga del 2023 attestante una indennità netta pari a 4.718.00 ( lasciamo stare il resto ), che le loro non sono ” indennità d’oro” .

La Fede come resistenza.

Rubriche/di prof. Luigi Mangia

Non sono cristiano, ma nei miei studi e nella mia formazione, ho avuto professori esperti del cristianesimo e profondi curatori del pensiero cristiano che mi hanno guidato negli studi e nella mia formazione.

Perdita del diritto alla salute sancito dalla Costituzione? Galatina fotografia esemplare.

Rubriche/Opinioni/di prof. Luigi Mangia

La denuncia contro il diritto alla salute universale e le cure legate al censo la troviamo in una lettera appello indirizzata al governo meloni, firmata da 14 scienziati delle discipline della medicina e condivisa dal-accademia nazionale dei licei.

Parole Rubate

Rubriche/prof. Luigi Mangia

Per convincere e superare la resistenza dei residenti dei luoghi ad accettare interventi pesanti e distruttivi del paesaggio, si usano parole rubate, e poi spogliate del loro significato come “parco eolico” il quale è un intervento di un mega impianto industriale eolico realizzato nel posto sbagliato: nel parco marino regionale Otranto Santa Maria di Leuca.

È un intervento industriale di un inaccettabile impatto paesaggistico sul mare. Le torri infatti superano i 300 metri d’altezza, ostacolano la navigazione ed intervengono sulle correnti e sono devastanti sia per i pesci sia per il paesaggio del fondale marino, come quello del canale d’Otranto.

Non solo il grande impianto eolico sarebbe mortale per l’economia turistica del salento ma creerebbe una desertificazione dei borghi e disoccupazione. Il nostro mare, il nostro paesaggio sono l’oro della nostra offerta turistica alla base della differenza fra il turismo del sud rispetto a quello del nord che sia gli imprenditori sia i sindaci conoscono molto bene per questo devono lottare e assecondare la difesa del nostro mare.

Contro le parole rubate degli imprenditori egoisti di denaro, ci sono le parole dei poeti.
“Estate.
C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che puoce ad agio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba, tocchi i capelli.
E ne scuoti il ricordo.
Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tuffo. Così tralasci tu pure
al sussurro del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu c’è un sapore unguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo
ascolti

Cesare Pavese”.
Il 17 Marzo, a Porto Miggiano, manifestiamo uniti per difendere il mare e il nostro paesaggio, difeso nell’artico 9 della Costituzione. I valori e la conoscenza sono la sapienza dei comportamenti e delle nostre scelte.

Un Ramadan di sangue per i bambini in Palestina.

Rubriche/di prof. Luigi Mangia

In Palestina il Ramadan, iniziato il 10 marzo, sarà di sangue. La città di Gerusalemme è immobile, deserta, nel pieno della guerra. La Grotta Santa con la pietra da cui secondo la tradizione scese lo spirito di Maometto, è presieduta dai soldati armati di Israele e solo in pochi possono entrare per pregare.

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