
Fiere, concerti e sagre sempre più “green” con meno plastica e più materiali biodegradabili, utilizzo di luci led, bagni biologici, riutilizzo dei materiali per l’allestimento e una mobilità più sostenibile, incentivando i cittadini all’uso della bicicletta e del trasporto locale. È quanto chiedono le imprese e le aziende legate agli eventi culturali del Salento.
Si è svolta questa mattina, presso il Convitto Palmieri di Lecce, la conferenza stampa “Un anno di Salento Circolare – Circular Events Gate”, organizzata da Confartigianato Lecce per illustrare i dati ottenuti a un anno dall’avvio di “Per un Salento Circolare – Circular Events Gate” destinato agli operatori della cultura del territorio salentino e finalizzato alla gestione della transizione verde.
Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Cultura con la misura “Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione verde – TOCC” attraverso i fondi Next Generation EU messi a disposizione dall’Unione Europea e destinati al PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Partito ufficialmente nel febbraio 2024 con la prima fase del percorso “Per un Salento Circolare”, il progetto,anche nella sua seconda fase “Circular Events Gate” tuttora in essere, è promosso dall’ATS “Transizione Ecologica Salento”, che annovera Confartigianato Lecce con il ruolo di capofila di progetto, il Dipartimento di Scienze umane e socialidi Unisalento e il CETMA, Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie Design e Materiali nel ruolo di partner.
L’iniziativa ha come obiettivo quello di accompagnare le imprese culturali e gli organizzatori di eventi del Salento nel processo di conversione ecologica e prevede l’organizzazione di focus incentrati sulla “transizione green” ovvero sul rafforzamento della consapevolezza degli operatori rispetto alle sfide della transizione ecologica, con attività di diffusione di buone prassi, di promozione e di creazione di reti e comunità di pratiche sostenibili.
A conclusione della prima fase di lavoro l’Università del Salento ha redatto un report sulla base dei dati ricavati dai BarCamp, incontri di discussione e compilazione del questionario, e dai Sustainability Shop ovvero approfondimento di pratiche e idee di progettazione.
Al progetto hanno preso parte un centinaio di attori tra enti, organizzatori di eventi pubblici, imprese e aziende legate ai settori Benessere e Sport, Civo, Riti e tradizioni, Design e Artigianato, Arte, Cinema e Teatro, Musica. I questionari sono stati finalizzati a indagare sulle pratiche di sostenibilità ambientale e sociale: coinvolgimento comunità locali, uso risorse energetiche e idriche, mobilità, materie prime, strumenti e attrezzature, accessibilità e inclusione, gestione rifiuti e sprechi.
Dai questionari per la sostenibilità sociale emerge un ampio margine di miglioramento riguardo il coinvolgimento dei cittadini nell’organizzazione e realizzazione del festival: il 50% dei partecipanti ha dichiarato di aver coinvolto la comunità cittadina ma si può fare di più. Tale percentuale migliora nel rapporto con le associazioni (48,5%) e le realtà collettive (50%). Più difficile, invece, coinvolgere le attività commerciali che spesso non si adeguano alle richieste degli organizzatori.
Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, le performance migliori sono state registrate su quelle pratiche di facile accesso (materiali bio, raccolta differenziata, riuso materiali, uso luci led, filiere corte. Il 64,5% dei partecipanti ha dichiarato di differenziare correttamente i rifiuti (con pratiche che si possono migliorare), di riutilizzare alcuni materiali per altre attività dopo l’evento, e di sostituire i materiali in plastica con altri biodegradabili o compostabili.
Maggiore difficoltà, invece, emerge sul fabbisogno energetico, risorse idriche, mobilità in quanto coinvolgono una gestione pubblica/burocratica e presentano limiti materiali. In particolare sulla mobilità legata agli eventi pubblici, il 37,9% degli attori coinvolti ha dichiarato di non aver incentivato il pubblico a utilizzare i mezzi di trasporto sostenibili per raggiungere l’evento mentre il 12,1% non crede che questo possa essere fattibile.
Durante i tavoli di confronto, tutti gli attori coinvolti hanno offerto contributi in merito alle pratiche da mettere in campo per rendere gli eventi culturali sempre più “green”. Tra le best practices: uso di luci led, generatori a basso consumo, distributori/nebulizzatori acqua, bagni biologici, accordi per trasporti locali, carpooling, promozione uso bicicletta, uso di prodotti locali da filiere sostenibili e di materiali biodegradabili, disincentivi all’uso della plastica, uso prodotti certificati, raccolta differenziata, donazioni scarti di impresa, riutilizzo materiale (esempio stoviglioteca, premi per
il riciclo, riutilizzo allestimenti).
Tuttavia, emergono anche preoccupazioni e ostacoli alla realizzazione di eventi sostenibili. In generale, si riferiscono ad aspetti normativi e organizzativi come insufficienza di risorse economiche per promuovere la sostenibilità, necessità di una migliore collaborazione con le amministrazioni locali e regionali, necessità di un maggiore coordinamento tra gli eventi, necessità di armonizzare i divieti tra i comuni salentini per quanto concerne le attrezzature consentite. Per quanto riguarda il trasporto, i partecipanti registrano una preferenza del cittadino all’utilizzo dell’auto.
In conferenza stampa sono intervenuti Emanuela Aprile, segretario di Confartigianato Lecce e Angelo Salento, docente di Sociologia Economica e di Sociologia dello Sviluppo Territoriale del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali di Unisalento e Marco Marrone, Ricercatore Unisalento di Sociologia dei processi economici e del lavoro. Da remoto, Ubaldo Spina, Ricercatore e BDM del Cetma (Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali) di Brindisi. Presente anche Luigi De Luca, Direttore del Polo Bibliomuseale di Lecce.
Durante l’evento sono stati consegnati gli attestati di partecipazione agli attori che hanno preso parte al progetto.
«Tutto ciò che c’è dietro agli eventi culturali è supportato dal lavoro di attività artigiane. Per questo come associazione abbiamo sposato, promosso e portato avanti questo progetto di ricerca – ha sottolineato Emanuela Aprile, segretario di Confartigianato Lecce -. Questa è una iniziativa importante anche per parlare ai giovani. Far capire ai ragazzi che è possibile esprimere la loro creatività sul nostro territorio, espletandola in tutti i settori, specie culturali e artigiani, potrebbe essere una ulteriore leva per garantire la sostenibilità sociale e territoriale che noi cerchiamo di perseguire da tempo».
«È un progetto che vuole conoscere le capacità degli attori del campo artigianale e culturale del Salento di promuovere praticamente la sostenibilità – Angelo Salento, docente di Sociologia Economica e di Sociologia dello Sviluppo Territoriale del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali di Unisalento -. Le imprese del nostro territorio hanno una grande capacità innovativa, hanno solo bisogno di essere accompagnate con dei servizi e processi di sostenibilità. La sfida è appena iniziata».
«Stiamo lavorando per organizzare dei workshop dove si svilupperanno, in forma collaborativa i modelli di business circolari associati alle idee che sono emerse durante il percorso – ha aggiunto Ubaldo Spina, Ricercatore e BDM del Cetma (Centro di Ricerche Europeo di Tecnologie, Design e Materiali di Brindisi -. Successivamente ci sarà un momento di analisi del piano di azione ovvero come rendere le idee e come strutturarle e poi chiudere con webinair orientati a comunicare gli approcci di sostenibilità e come analizzare i criteri ambientali minimi degli eventi».